In memoria del Presidente Oscar Luigi Scalfaro

Apprendiamo con dolore della scomparsa del Presidente emerito della Repubblica sen. Oscar Luigi Scalfaro. Quest’ uomo forse poco conosciuto, per scelta personale, ha attraversato la storia della nostra Repubblica e della nostra democrazia, fin dal suo primo incarico elettivo, che fu nella grande esperienza democratica dell’ Assemblea Costituente, nata dalle ceneri dello stato fascista, ed in quel grande clima di rinascita culturale, in cui grandi esperienze socio-politiche, lontane e distanti, passarono dal CLN alla Costituzione. Il presidente Scalfaro fu uomo politico, senza mai rinnegare la sua vocazione, ispirato dai suoi valori e principi cristiani e democratici, che lo portarono a ricoprire incarichi importanti nel Governo e nelle Istituzioni del nostro Paese. Figlio di un tempo politico lontanissimo da quello attuale, pur coerente con la sua parte politica, nel corso della sua vita pubblica, non esitò mai, per cieca contrapposizione ideologica, a cercare negli altri la collaborazione e la comprensione reciproca. Fu vicepresidente della Camera con l’ on. Nilde Iotti del PCI, per poi succederle nelle ore drammatiche del 1992, quando le mafie lanciarono il più forte attacco allo Stato, uccidendone i personaggi che più incarnavano la sua difesa come i magistrati Falcone e Borsellino. Ma la sua storia di impegno iniziò in un’ altra lunga notte, quella dell’ occupazione nazifascista, in cui giovane presidente diocesano dell’ Azione Cattolica, collaborò con le formazioni partigiane, garantendo spesso aiuti e rifugi nelle sedi dell’ AC piemontese. La sua storia nella Democrazia Cristiana lo vide incarnare i principi democratici del cattolicesimo militante, e contribuì a rappresentare il meglio di quella lunga esperienza politica. Salito a Quirinale nel 1992, si ritrovò ad essere, spesso e volentieri, nel caos della mutazione politica di quegli anni, che vide la scomparsa degli storici partiti di massa, e la creazione di formazioni nuove e diverse, l’ unico punto stabile di riferimento per un Paese che era alla ricerca di una nuova strada. Grande difensore della Costituzione e della democrazia italiana, come lo era stato in passato quando indagò sugli sprechi nella ricostruzione dell’ Irpinia, negli ultimi anni si schierò in prima persona per la difesa dello spirito centrale della nostra Carta, non certamente per via di un sentimento puramente conservativo, di cui spesso, purtroppo fu accusato, ma spinto dalla considerazione che un popolo non può andare avanti senza la stabilità e la certezza dei principi della convivenza comune. Vicino ai giovani, ai quali esortava spesso di non arrendersi mai, lascia dietro di se l’ immagine di un impegno genuino e sincero. Mancherà a noi, e mancherà al nostro Paese, il  suo carattere, le sue idee, e le sue battaglie alle quali dobbiamo e vogliamo ispirarci e guardare sempre.

I Giovani Democratici di Genova.

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